



Se hai voglia di leggere un po’... Non te ne pentirai! Il tuo Signore e Maestro ti aspetta da tanto tempo. Se vuoi conoscerLo meglio naviga un po’ in questo sito...
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Siamo tutti peccatori, ma Dio ha il potere e la volontà di perdonarci.
Sei un ateo? Il Signore desidera accoglierti e perdonarti.
Fai sesso al di fuori del matrimonio? Il Signore desidera accoglierti e perdonarti.
Sei un adultero o un’adultera? Il Signore desidera accoglierti e perdonarti.
Sei un ladro? Sei un alcolizzato? Il Signore desidera accoglierti e perdonarti.
Sei un mafioso? Ti droghi? Il Signore desidera accoglierti e perdonarti.
Vai con le prostitute? Il Signore desidera accoglierti e perdonarti.
Sei un malavitoso? Il Signore desidera accoglierti e perdonarti.
Sei un satanista? Sei uno spacciatore?
Il Signore desidera accoglierti e perdonarti.
Commetti atti impuri? Il Signore desidera accoglierti e perdonarti.
Guardi film pornografici? Il Signore desidera accoglierti e perdonarti.
Sei in cattivi rapporti con i tuoi genitori?
Il Signore desidera accoglierti e perdonarti.
Hai ucciso? Sei un bestemmiatore? Il Signore desidera accoglierti e perdonarti.
Desideri la donna o l'uomo d'altri? Il Signore desidera accoglierti e perdonarti.
Desideri la roba d'altri? Il Signore desidera accoglierti e perdonarti.
Sei invidioso? Sei egoista? Il Signore desidera accoglierti e perdonarti.
Giochi d'azzardo in maniera esagerata?
Il Signore desidera accoglierti e perdonarti.
Non santifichi le Feste? Il Signore desidera accoglierti e perdonarti.
Adori altri “dei”? Menti facilmente? Il Signore desidera accoglierti e perdonarti.
Compi o hai compiuto peccati "inconfessabili"?
Il Signore desidera accoglierti e perdonarti.
Come chiedere perdono al Signore?
E’ semplice: basta chiederglieLo.
Tuttavia il Signore vuole anche che tu ti confessi, se vuoi veramente cambiare vita.
Il Signore Gesù, infatti, ha dato ai suoi Apostoli ed ai loro Successori, i Sacerdoti, il potere di RIMETTERE I PECCATI, grazie all’azione dello SPIRITO SANTO.
Accostiamoci dunque con FIDUCIA alla MISERICORDIA DIVINA, e ne verremo TRASFORMATI. Provare per credere!
Il Sacramento della Confessione o Riconciliazione:
“Quando ti accosti alla Santa Confessione -
Quando vai alla
Confessione, sappi che Io stesso ti aspetto in confessionale, mi copro soltanto dietro
il sacerdote, ma sono Io che opero nell’anima. Lì la miseria dell’anima s’incontra
con il Dio della Misericordia. Dì alle anime che da questa sorgente della Misericordia
possono attingere le grazie unicamente col recipiente della fiducia. Se la loro fiducia
sarà grande, la mia generosità non avrà limiti. I rivoli della mia grazia inondano
le anime umili. I superbi sono sempre nell’indigenza e nella miseria, poichè la mia
grazia si allontana da loro e va verso le anime umili.
Dì alle anime dove debbono
cercare le consolazioni, cioè nel tribunale della misericordia, lì avvengono i più
grandi miracoli che si ripetono continuamente. Per ottenere questo miracolo non occorre
fare pellegrinaggi in terre lontane né celebrare solenni riti esteriori, ma basta
mettersi con fede ai piedi di un mio rappresentante e confessargli la propria miseria
ed il miracolo della Divina Misericordia si manifesterà in tutta la sua pienezza.
Anche se un’anima fosse in decomposizione come un cadavere ed umanamente non ci fosse alcuna possibilità di risurrezione e tutto fosse perduto, non sarebbe così per Dio: un miracolo della Divina Misericordia risusciterà quest’anima in tutta la sua pienezza. Infelici coloro che non approfittano di questo miracolo della Divina Misericordia! Lo invocherete invano, quando sarà troppo tardi!”
Il Perdono della Porziuncola del 2 agosto, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, vicina ad Assisi:
COME SAN FRANCESCO CHIESE ED OTTENNE L'INDULGENZA DEL PERDONO:
Una notte dell'anno del Signore 1216, Francesco era immerso nella preghiera e nella
contemplazione nella chiesetta della Porziuncola, quando improvvisamente dilagò nella
chiesina una vivissima luce e Francesco vide sopra l'altare il Cristo rivestito di
luce e alla sua destra la sua Madre Santissima, circondati da una moltitudine di
Angeli. Francesco adorò in silenzio con la faccia a terra il suo Signore!
Gli chiesero
allora che cosa desiderasse per la salvezza delle anime. La risposta di Francesco
fu immediata: "Santissimo Padre, benché io sia misero e peccatore, ti prego che a
tutti quanti, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, conceda ampio
e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe".
"Quello che tu
chiedi, o frate Francesco, è grande -
Francesco si
presentò subito al Pontefice Onorio III che in quei giorni si trovava a Perugia e
con candore gli raccontò la visione avuta. Il Papa lo ascoltò con attenzione e dopo
qualche difficoltà dette la sua approvazione. Poi disse: "Per quanti anni vuoi questa
indulgenza?". Francesco scattando rispose: "Padre Santo, non domando anni, ma anime".
E felice si avviò verso la porta, ma il Pontefice lo chiamò: "Come, non vuoi nessun
documento?". E Francesco: "Santo Padre, a me basta la vostra parola! Se questa indulgenza
è opera di Dio, Egli penserà a manifestare l'opera sua; io non ho bisogno di alcun
documento, questa carta deve essere la Santissima Vergine Maria, Cristo il notaio
e gli Angeli i testimoni". Qualche giorno più tardi, insieme ai Vescovi dell'Umbria
ed al popolo convenuto alla Porziuncola, disse tra le lacrime: "Fratelli miei, voglio
mandarvi tutti in Paradiso!".
CONDIZIONI PER RICEVERE L'INDULGENZA PLENARIA
DEL PERDONO DI ASSISI
(per sé o per i
defunti):
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si rinnova la professione di fede, mediante la recita del CREDO, per riaffermare
la propria identità cristiana.
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L'INDULGENZA:
I
peccati non solo distruggono o feriscono la comunione con Dio, ma compromettono anche
l'equilibrio interiore della persona e il suo ordinato rapporto con le creature.
Per un risanamento totale, non occorrono solo il pentimento e la remissione delle
colpe, ma anche la riparazione del disordine provocato, che di solito continua a
sussistere. In questo impegno di purificazione il penitente non è isolato. Si trova
inserito in un mistero di solidarietà, per cui la santità di Cristo e dei santi giova
anche a lui. Dio gli comunica le grazie da altri meritate con l'immenso valore della
loro esistenza, per rendere più rapida ed efficace la sua riparazione.
La Chiesa ha
sempre esortato i fedeli a offrire preghiere, opere buone e sofferenze come intercessione
per i peccatori e in suffragio per i defunti. Nei primi secoli i vescovi riducevano
ai penitenti la durata e il rigore della penitenza pubblica per intercessione dei
testimoni della fede sopravvissuti ai supplizi. Progressivamente è cresciuta la consapevolezza
che il potere di legare e sciogliere, ricevuto dal Signore, include la facoltà di
liberare i penitenti anche dei residui lasciati dai peccati già perdonati, applicando
loro i meriti di Cristo e dei santi, in modo da ottenere la grazia di una fervente
carità. I pastori concedono tale beneficio a chi ha le dovute disposizioni interiori
e compie alcuni atti prescritti. Questo loro intervento nel cammino penitenziale
è la concessione dell'indulgenza.
C.E.l., Catechismo degli adulti, n. 710